Buonanotte

Aggiornamento: 5 mag



Arriva un momento la sera - quando si è in due, l’istante esatto prima di addormentarsi - capita che uno voglia parlare di cose profonde, mentre l’altro, non pensa, e sta abbandonandosi a pensieri sempre più sottili e lontani, stringendo il cuscino morbido e profumato all’odore di pelle mischiata.

Io sono sempre la pensatrice. Prima che la notte arrivi per farmi sua, sento il bisogno di parlottare, fiatare, svelare segreti... Mi piace lasciarci con dei piccoli pensieri, una storia e qualche carezza guancia a guancia respirando l'uno sull'altro. Mi poggio sul letto con pensieri pesanti; senti, devo parlarti.

Ma a quel punto stanno già tutti dormendo, ed io, allora, mi parlo.

Quando l’addormentarsi diventa una guerra fra te, lui, il cuscino e lo scalda-sonno che non scalda un cazzo, con fare sospirato e quasi dovuto, racconto una storia.

La mia storia felice.

Mi sembra un buon compromesso - io svuoto la mia costante, e lui, con sospiri dolci prende i miei ultimi discorsi inconsistenti della giornata, disegnando col polpastrello linee leggere sul suo viso, simili a delle mappe per tracciare i confini.

Allora;

Io e mamma.

Avevo 8 anni circa, Casolare di campagna - nonché casa nostra - circondata da bosco, tanti gattini, un pollaio e lisce colline meravigliose. Nelle stagioni più miti, quando respiri e ti sembra di volare, il giorno della doccia io e la mamma avevamo "la nostra prassi" - La porta si apre, tutti i sensi si abbandonano al mondo appena nato,

il vento gentile ci prende per mano, e con il sole suo amico, alto e caldo a proteggerci dal raffreddore, ci accompagnano verso la collinetta davanti casa.

:Adesso narro al passato.

Li, su un filo tra due steccati, le lenzuola della vicina ondeggiavano, emanando nella buona aria profumo di lavanda e Marsiglia, i preferiti di mamma.

Erano come una grande carezza bianca sul viso, le lenzuola.

Un gioco che facevamo io e il signor vento per ridere un po.

In un punto qualsiasi, ci stendevamo. Il prato era totalmente ricoperto da una distesa di fiori lilla, protetti valorosamente dalle apine assetate di buon polline - stavamo a faccia in su, come per baciare il sole, con gli occhi chiusi e in silenzio - i capelli lustri, come i raggi da cui venivano trapassati, si asciugavano.

Il vento di lavanda e Marsiglia, alzava le ciocche di capelli giovani intrisi di lillà, ed io guardavo mamma che mi dava il suo profilo perfetto, mentre si metteva una mano fra i suoi bei capelli neri e sospirava raggi di sole.

Se facevo attenzione la sentivo respirare piano, tra il vento e gli alberi come per non far rumore, con un accenno di pensiero sempre poggiato sulla punta del naso.

Noi eravamo li, tutto era felice.

Io lo vivevo con la mamma, quel paradiso.

E continuo a rimembrarlo cosi com'era - tutta lei - il paradiso.

Lei mi ha donato questo ricordo, il mio più felice, e mi accorgo che mentre ne sto facendo una storia della buonanotte, nel buio delle mie parole mangiate dai cuscini schiacciati, ho il viso bagnato.

"Dolci ricordi, a occhi chiusi vedo.

Io ti vedo, Oh mio paradiso terrestre."

Vedo mia mamma bella, giovane - vedo la collina con i fiori lilla, vedo le lenzuola ballare col signor vento, i nostri capelli belli.. io imitando ogni suo gesto, la mia mamma…

Sto piangendo.

Perché mi rende triste?

Dorme - non lo sveglio. E' talmente bello sentirlo respirare, sto guardando un angelo dai contorni di bocca perfetta, le dita affusolate rimaste incastrate fra le mie, e un bacio nascosto - lì - tra l'angolo della bocca e la sua guancia bella. Forse anche lui adesso è su quella collina.

lo lascio sognare, buonanotte amore.

Il nostro momento felice, per sempre.

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